Il gatto sorridente

Stavo aspettando l’autobus, quando notai un gatto bianco sorridermi e farmi l’occhiolino. La cosa fu molto strana, poiché i gatti non hanno i muscoli facciali abbastanza sviluppati per sorridere. Nonostante la scena potesse sembrare divertente, posso assicurarvi che c’era qualcosa in quel gatto che non andava, gli occhi erano spenti, quasi privi di vita. Proprio in quel momento l’autobus arrivò alla fermata e io, senza pensarci due volte, salii.

Sull’autobus cercai di individuare il gatto guardando dal finestrino, senza però riuscirci. Il gatto sparì nel nulla più assoluto. Quando l’autobus chiuse le sue porte, pronto a ripartire, sentii una bambina piangere e singhiozzare. La cosa fu molto inquietante se considerate il fatto che l’autobus era completamente vuoto. L’ansia cominciò a farsi sentire sempre di più, in quel momento volevo solo che sbucasse un mio amico da qualche parte e dirmi che era tutto uno scherzo, ma nulla di tutto ciò avvenne.

Mentre continuavo a pensare senza sosta alle mie pippe mentali, mi accorsi che l’autobus non stava facendo la solita strada. Decisi quindi di andare a parlare con il conducente, inconsapevole di quello a cui stavo per assistere. Appena mi affacciai alla postazione di guida, pronto a parlare con il conducente, le parole mi si bloccarono in gola alla vista di quell’orribile scena.

Il conducente era sparito, la postazione era tutta sporca di sangue e proprio in quel brutto momento, l’autobus cominciò ad accelerare. Provai a far rallentare l’autobus in tutti i modi, ma niente sembrava funzionare. Usai anche il freno a mano, ma era troppo duro e mi scivolò dalle mani a causa del sangue che lo ricopriva completamente. All’improvviso l’autobus si fermò di colpo, facendomi cadere all’indietro.

Subito dopo le porte si riaprirono e senza neanche pensarci due volte scesi da quel maledetto autobus, peccato che ad attendermi fuori ci fu una scena raccapricciante. Ritrovai il gatto, che precedentemente mi stava facendo l’occhiolino, morto e in un bagno di sangue. Osservai quella scena per qualche secondo, finché non udii una voce alle mie spalle dirmi: “ragazzino, cos’è successo qui?”. Mi girai e vidi un poliziotto guardare con aria sospetta le mie mani e i miei vestiti insanguinati.